Dakar Off Road 

Dakar, sono Al – Attiyah e Coma i campioni 2015

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Sarebbero dovuti essere 174 km di speciale e sfilata finale a Buenos Aires a dividere i concorrenti dall’epilogo di questa edizione ed all’assegnazione dei titoli iridati, ma non è stato così. Rosario – Buenos Aires, tappa in terra e polvere in origine sicuramente più agevole e praticabile delle altre, si è trasformata in un girone infernale dove la pioggia ha l’ha fatta da padrone e l’ASO, di conseguenza, ha definitivamente sancito l’armistizio dopo 101 km per moto e quad, ancora prima per autovetture e camion. Una decisione, a detta di Etiènne Lavigne, volta a consentire l’arrivo ai concorrenti nella capitale argentina in tempo con i collegamenti tv nonchè per la salvaguardia della sicurezza: diffuse le perplessità su questa seconda motivazione, dopo che neanche l’ipotermia sofferta da alcuni piloti nel giorno ricordato come del “Gran Salar” aveva indotto Castera al “mea culpa”.

Polemiche a parte, variando l’ordine degli addendi la somma non cambia, ed il titolo Dakar 2015 viene assegnato agli indirizzati numero 1: Nasser Al – Attiyah e Marc Coma (oggi sesto e quinto) vincono rispettivamente la seconda e la quinta edizione personale di questa competizione, quest’anno particolarmente dura e sfiancante.

Il qatariano torna al successo dopo il dominio Volkswagen Touareg del 2011, dimostrando a pieni voti una capacità di adattamento e di gestione delle avversità unica. Né il meteo spesso avverso, né un’organizzazione discutibile aggiungiamo noi, né degli avversari di tutto rispetto hanno spezzato il principe: prima l’ottimo avvio del rally da parte del compagno Orly Terranova, poi l’assalto Toyota firmato Giniel De Villers e Yazeed Alrajhi. Complici sicuramente dei compagni di squadra di alto livello ed un’accoppiata vettura-team da rasentare la perfezione, Nasser ha contenuto ad amministrato, nei momenti necessari ha messo le cose in chiaro. Cinque su tredici i successi, mentre uno solo per la scuderia avversaria(per giunta non attribuito a De Villers, autore per tre quarti di gara di un’ottima performance), fanno quadrare i conti e rendono giustizia al vincitore.

La classifica dei vertici è completata quindi da De Villers, Holowczyc, Van Loon e Vasilyev, vale a dire una Toyota Hilux circondata da MINI.

E mentre le MINI XRaid ALL4 Dakar si spartiscono come pescecani undici delle tredici vittorie di questa edizione, la scuderia al rientro dopo i fasti di trent’anni fa, Peogeot, lascia ottime impressioni e raccoglie dati preziosi in funzione del futuro. Bruno Famin, affiancato da un gran team ed una triade di piloti d’eccezione, ha tracciato una filosofia ben precisa che ha consegnato in quest’annata di adattamento l’undicesima piazza generale a Stèphane Peterhansel, primo pilota 2008 DKR. Un risultato già di per sé ottimo per una stagione di transizione, ma che non rispecchia del tutto il buon operato del transalpino Mr. Dakar che, sempre combattente nelle prime fasi, ha spesso marcato la 7ttima piazza. A breve uno speciale dedicato da ItalianWheels al progetto Peugeot.

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Se fin’ora è stato decantato il giusto equilibrio tra il famelico e lo stratega, si volta pagina in occasione delle moto. L’unico comune denominatore con l’Odissea della autovetture sono le condizioni meteo, che qui hanno stravolto gli esiti. Marc Coma, come già anticipato, è il vincitore di quest’anno, ma possiamo sostenere con assoluta fermezza (insieme a chi ci ha seguito) che il percorso non è stato così spianato. Senza togliere i giusti meriti allo spagnolo, autore di una gara molto regolare (basti pensare che gli è bastata una sola vittoria per trionfare), altre due figure sono da premiare, in questa Dakar co-protagoniste: Joan Barreda Bort e Paulo Gonçalves, entrambi in forza sulla Honda CRF 450 Replica, hanno contribuito a scolpire i caratteri della competizione. Il primo, vincitore di quattro tappe, ha rivestito il ruolo di aspirante numero 1 al titolo fino a metà gara, quando il Gran Salar lo ha privato del suo mezzo e di quattro ore di tempo prezioso; rammarico, rancore e frustrazione vengono catalizzate nello spirito di squadra e nell’orgoglio e lo spagnolo continua a dire la sua fino a Buenos Aires a suon di vittorie e podi. Il secondo ha contenuto egregiamente prima Barreda, poi in parte Coma dopo il cambio di guardia al vertice, ricoprendo il ruolo di aspirante il titolo: Paulo Gonçalves è stato un avversario degno almeno al pari di De Villers nelle automobili, ma gli è mancato forse l’abbrivio finale per la zampata al primo posto.

La terza piazza finale ha rappresentato il sogno proibito parallelo alla competizione per la vittoria finale, offrendo una bagarre all’ultimo sangue tra due grandi promesse di questa competizione. Il cileno Pablo Quintanilla e l’australiano Toby Price hanno dato spettacolo dall’inizio alla fine in un crescendo ad alti livelli: il primo fino al primo attracco in Cile, il secondo nel “girone di ritorno”, culminando gli sforzi nella sua prima vittoria alla penultima stage ed agguantando il numero 3. Si promettono scintille per 2016.

Da annoverare sicuramente l’ ottima prova di Matthias Walkner, costantemente tra i migliori nella prima parte, e di Laia Sanz, nona assoluta.

Buona la prova complessiva degli italiani, in quattro tornati oggi a Buenos Aires: il migliore, Paolo Ceci, ha chiuso 14simo assoluto andando oltre le più rosee previsioni; 46simo Marco Brioschi, 57simo Diocleziano Toia che in veste da privato ha lottato con le unghie e con i denti per portare a termine questa Odissea spesso riparando il mezzo con trovate di fortuna. Chiude la sfilata italiana Matteo Casuccio, 60simo assoluto.

Per concludere, ancora un saluto al polacco Michal Hernik, strappato alla vita in sella alla passione di un’esistenza.
Michal-Hernik
Autore: Pierfrancesco Badini

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

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