Automobilismo F1 

F1, caso Caterham: il team inglese è a un passo dal baratro

Caterham

La Caterham Sports Limited è in amministrazione controllata. A Leafield, che è anche la sede del team, gli ufficiali giudiziari hanno messo i sigilli a una certa quantità di materiale, vetture comprese.

È chiaro che il futuro della società è in bilico, tanto che è stata nominata una società di amministratori (la Smith and Williamson) con l’incarico di salvare il salvabile.

Ma che effetti può avere tutto questo sul futuro in F1? Abbiamo detto che Leafield è “anche” la sede del team verde, perché in realtà si parla di due società distinte: la CSL sottoposta a regime di amministrazione, e la 1Malaysia che possiede ancora la licenza per i Gran Premi.

Si tratta della vecchia organizzazione di Tony Fernandes, ora rilevata da Colin Kolles, con Manfredi Ravetto nel ruolo di team principal F1.

In teoria, quello che succede da una parte non dovrebbe influire sull’altra. Ma solo in teoria, perché il team F1 ha accumulato tanti debiti (centinaia di milioni di dollari) con la precedente gestione, da far temere per il suo futuro. La nuova gestione, inoltre, avrebbe accusato la vecchia amministrazione di non aver mai consegnato le azioni e ora minacciano di abbandonare la gestione del team, a meno che la situazione non venga sistemata in tempi estremamente ristretti.

Si aspettava che fosse la Marussia ad annunciare la bancarotta subito dopo il Gp di Sochi, invece sembra che a passarsela peggio sia il team direttamente concorrente, che potrebbe non presentarsi sullo schieramento di partenza di Austin.

E c’è chi considera la cosa con attenzione: le squadre più grandi si attendono un cambiamento che potrebbe aprire la via allo schieramento della terza monoposto già nel 2015. Anche se, per il momento, anche con una o due squadre in meno saremmo sempre al di sopra del limite sancito dal Patto della Concordia.

fonte: Autosprint

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